La parrocchia e la sua storia

Oderzo Il Duomo VescoviSanti

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L’origine della comunità cristiana in Oderzo è di difficile definizione, come d’altronde la fondazione stessa della città. Le distruzioni cui è stata sottoposta nei secoli complicano le cose. Opitergium (l’odierna Oderzo) è certamente città romana di rilevanza notevole, lo dimostrano il titolo di Municipium concesso da Roma, la sua posizione strategica sulle grandi vie di comunicazione di allora (sulla via Postumia) e gli innumerevoli reperti storici che a tutt’oggi si continua a trovare nel sottosuolo opitergino. 

La tradizione pone intorno all’anno 50 d.C., con la predicazione di San Prosdocimo, la nascita della prima comunità cristiana in Oderzo, e sempre alla tradizione si rifà la notizia che la prima chiesa sarebbe sorta sui resti di un tempio a Marte. Le notizie suffragate da prove storiche ci parlano di altre date.I primi reperti o iscrizioni che ci parlano di una presenza cristiana nella nostra città risalgono alla fine del III inizio IV secolo.

Oderzo fu ben presto, vista la sua importanza, sede episcopale: il primo vescovo di cui si abbia prova è Epodio, nel 419, ma è probabile che l’episcopato fosse presente già dal IV secolo. Fonti meno accreditate parlano di una sede episcopale suffraganea di Aquileia già dal III secolo. È verosimile, comunque, che proprio grazie alla sua posizione lungo un’importante via di comunicazione, Oderzo sia stata toccata dal cristianesimo prima di quanto i reperti non dicano e quindi le date si avvicinino un poco alla tradizione. 

Erano d’altronde tempi di persecuzione quelli precedenti ai resti cristiani ritrovati,ed è quindi comprensibile che solo con Costantino i cristiani abbiano cominciato ad organizzarsi meglio e rendersi più visibili. La presenza del vescovo di Oderzo Epodio è testimoniata in un’iscrizione, del 419 appunto, nella chiesa di San Jacopo di Rialto risalente alla consacrazione di quel tempio. 

Il secondo vescovo di Oderzo di cui abbiamo notizia, e datazione più solida (540/50-593), è Marciano. Tempi difficili questi per Oderzo in un crocevia di terre dominate da popoli diversi: Romani (Greci), Franchi e Goti. Tempi complessi anche per la Chiesa veneta, con a capo Aquileia, coinvolta nel scisma dei "Tre capitoli" che si opponeva alle ingerenze dell’imperatore d’Oriente in materia di fede. Marciano, costretto all’esilio, godrà di notevole stima da parte del patriarca d’Aquileia e sarà sepolto a Grado. Dopo Marciano il vescovo di cui abbiamo notizia è San Floriano, quindi San Tiziano (patrono principale della diocesi) e San Magno.

Questo finché Rotari, re longobardo, non ruppe la tregua con le città romane conquistandole e, nel caso di Oderzo, distruggendo tutto. Oggetto della furia del re longobardo fu anche l'antica cattedrale intitolata probabilmente a San Pietro Rotto; dove si trovasse non lo sappiamo ma non è impossibile che fosse dove poi è stata riedificata la chiesa della comunità opitergina e oggi c'è il Duomo. Una nuova distruzione si ebbe di lì a poco ad opera di Grimoaldo (cfr la storia di San Tiziano) nel 667 d.C. In questi tempi Oderzo è ridimensionata, ovviamente nella sua grandezza e importanza. È attestato comunque un altro vescovo nel secolo VII: Benenato.Quindi l'ultimo vescovo opitergino di cui si abbia notizia, anche se non è chiara la veridicità delle notizie a suo riguardo: Tervisano.

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La ricostruzione richiederà molto tempo. Intorno al X secolo Oderzo, con il suo castello ben fortificato, è oggetto di contesa tra il patriarca di Aquileia e un Barone dall'identità incerta. 

 

Ma poi ancora una volta Oderzo viene distrutta, questa volta ad opera del Doge Pietro Candiano IV. Il castello, e la chiesa dedicata a San Giovanni Battista al suo interno, rinasce ancora però come difesa dalle scorribande degl'Ungari. (Il re Ungaro Lodovico infatti assalirà Oderzo nel 1357, il castello reggerà ma tutto il resto sarà nuovamente distrutto). 

Col nuovo millennio Oderzo rinasce, anche ad opera dei grandi casati che qui cominciano ad affermarsi, tra tutti i da Camino feudatari delle terre opitergine (da Cessalto a Valdemareno-Fregona, da Cordignano a San Polo). Nel secolo XII Oderzo è nuovamente un centro importante. Un notevole fervore cristiano vi è in Oderzo dal secolo XIV ad opera delle confraternite nate negli anni precedenti, tanto da far nascere un Ospedale (che infatti esiste ancor oggi). 

Si diffonde anche la vita religiosa consacrata. Nel 1261 è fondato in Oderzo un monastero di Camaldolesi. Nel 1290 si registra l'arrivo di frati francescani. La storia della comunità cristiana di Oderzo vede nascere le confraternite dei Battuti (verso 1313 in contrada del Cristo), del SS: Sacramento (1541), del SS. Rosario (già presente nel 1525), del SS. Nome di Gesù (1619), di San Sebastiano (1632) e di San Rocco (di cui ci sono notizie già nel 1572).

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Lo splendore, materiale e spirituale, per Oderzo arriva con la repubblica veneta. Il Duomo viene prima restaurato (1467) e poi ampliato (1503). Nel XVI per poco non si riesce ad ottenere la residenza del vescovo in città per metà dell'anno.

Sfumata questa possibilità gli opitergini non si arrendono e ottengono nel 1609 dal papa Paolo V la Collegiata, una comunità di preti che reggevano la chiesa di Oderzo. 

Essa era composta da un Decano, sei canonici e quattro mansionari. La collegiata durò fino al 1810. Nella storia più recente vogliamo ricordare un notevole impegno missionario che ha portato alla nascita di un seminario per ragazzi che poi andassero a portare la parola del Vangelo là da dove era partita, in Terra Santa. Ora questo seminario intitolato al papa San Pio X non esiste più, ma ci sono ancora dei parroci, nella terra di Gesù, che provengono dalla nostra terra. 

Caro a tanti è anche il ricordo del seminario minore che svolse un prezioso servizio nel secolo scorso, chiamato confidenzialmente da tutti la scuola apostolica. Oggi la struttura è stata recuperata per farne il centro parrocchiale.