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L'IMPEGNO PASTORALE

Ogni comunità cristiana è portatrice di una vocazione importante: prendersi cura di ogni fratello con lo stile e l'amore di Gesù. Così la parrocchia di Oderzo cerca di "trafficare" i propri talenti per portare frutto, a volte scarso altre abbondante... ma non stiamo con le mani in mano (come si dice da noi!).

Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. La loro comunità infatti, è composta di uomini i quali, riunti insieme nel Cristo sono guidati dallo Spirito Santo nel loro pellegrinaggio verso il Regno del Padre, ed hanno ricevuto un messaggio di salvezza da portare a tutti. Perciò la comunità dei cristiani  si sente realmente ed intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia. (GS 1)

In queste parole del concilio Vaticano II noi troviamo ben espresso il senso e lo stile del nostro impegno, del nostro fare. Un fare che nasce da quello che (prima) siamo.

Il Piano Pastorale Diocesano ci invita ad essere testimoni di speranza.

Annunciare la speranza significa anche giudicare gli avvenimenti alla luce della Parola di Dio, e non semplicemente avallarli alla fioca lucerna dei calcoli umani. La comunione con Gesù Cristo, la comunione con i fratelli, il servizio e la convivialità e infine, la gioia Pasquale. Sono questi i segni della speranza.

La nostra speranza ha un nome: Gesù Cristo. Pietro e gli apostoli, testimoni della sua risurrezione, coraggiosamente lo dicono a tutti: “Non c’è altro nome dato agli uomini nel quale possiamo essere salvati” . E’ in lui  che siamo liberati dal peso della colpa e riscattati a nuova libertà; è in lui  che a noi si rivela l’amore con cui il Padre ci ha amati e   ci ama; è in lui  che il dolore che mortifica  viene trasfigurato nella grandezza del dono d’amore, è in lui  che il travaglio che segna di sofferenza anche il nostro tempo   è promessa di una nuova vita. E’ in lui ogni nostra speranza.

Sperare, è dunque scoprire dapprima nelle profondità del nostro oggi una Vita che va oltre e che niente può fermare. Ancora, è accogliere questa Vita con un sì di tutto il nostro essere. Gettandoci in questa Vita, siamo portati a porre, qui e ora, in mezzo ai rischi del nostro stare in società, dei segni di un altro avvenire, dei semi di un mondo rinnovato che, al momento opportuno, porteranno il loro frutto.

La nostra speranza ha dunque un nome. Diamole anche un volto. E sia il nostro. Il volto sereno di chi vive di fede e a Dio si affida come a padre; il volto amico di chi accoglie a cuore aperto ogni uomo, quale che sia la sua cultura, la sua lingua e la sua stessa religione; il volto di chi soffre con chi soffre e gioisce con chi è nella gioia; il volto di chi si fa attento alle preoccupazioni di tanti lavoratori a cui non si dà risposta che rassicuri le loro famiglie; il volto aperto e fiducioso di chi guarda ai giovani con simpatia e ne condivide l’autenticità dei sentimenti e lo slancio con cui vorrebbero costruire un domani più giusto; il volto buono di chi tutto comprende e a tutti perdona e si volge con rispetto verso coloro che nel carcere scontano una pena e attendono di tornare nella società da uomini responsabili e liberi; il volto dolce di chi si china sull’anziano sofferente e solo e a lui offre un gesto d’amore; il volto deciso di chi condanna ogni violenza e si fa operatore di pace.                                                                                                  

La nostra è una parrocchia abbastanza grande, sono dunque tante le necessità. Dalla catechesi alla "caritas", dalla liturgia all'evangelizzazione... sono tantissimi i campi nei quali sentiamo di doverci impegnare. Ma sono molte anche le persone che, da dentro la nostra comunità, si aprono al servizio verso gli altri.

Tuttavia la nostra non è la preoccupazione di risolvere problemi, fare cose buone o migliorare il mondo... (certo ci riempie di gioia vedere che il nostro impegno ottiene a volte anche queste conseguenze!) a noi preme essere cristiani buoni, che cercano seguire il Signore Gesù sulla strada dell'obbedienza al Padre e del servizio al fratello.

L'orizzonte, sulla nostra strada, è ancora lontano. Ma la fiducia in Chi ci guida anima la nostra speranza. E continuiamo a camminare ed impegnarci.

  L'IMPEGNO PASTORALE